Ristrutturazione della cucina: fasi, idee e consigli

Se state pensando di rinnovare la vostra casa, magari partendo dalla ristrutturazione della cucina, in questa guida troverete delle informazioni che possono aiutarvi a fare le scelte più consone alle vostre esigenze. La cucina infatti, è una delle stanze più vissute della casa, la cui progettazione richiede un’attenta selezione e disposizione degli elementi che la comporranno.

Di seguito avremo modo di scoprire quali sono le fasi che accompagnano la ristrutturazione di una cucina. Vi forniremo anche qualche spunto stilistico e architettonico.

La cucina

Come dicevamo, la cucina è uno degli ambienti più frequentati da tutta la famiglia. Soprattutto per la cultura mediterranea, la cucina è spesso un punto di incontro dove trascorrere momenti di convivialità con le persone a noi care.

Dunque, non solo è la zona in cui si preparano gli alimenti, ma spesso vi vengono anche consumati. E’ indubbiamente il luogo dove si svolge la prima colazione, ma in base agli spazi disponibili possono essere consumati anche i pasti principali. Se lo spazio ce lo consente infatti, la cucina può fungere anche da sala da pranzo, in cui si svolgono le attività principali della famiglia o in cui ospitare gli amici.

Detto questo, è chiaro che si tratta di un ambiente importante, che può svolgere diverse funzioni. Pertanto, come scegliere gli elementi che andranno a comporre la cucina e quale disposizione è più funzionale per il nostro utilizzo?

Vediamo dunque di capire quali sono innanzitutto le nostre esigenze.

  • Famiglia. A partire da due persone in su. Come abbiamo detto la cucina è spesso un punto di ritrovo. In particolare, se ci sono bambini potremmo passare più tempo a cucinare, magari a preparare dolci o stuzzichini insieme a loro.
  • Single. Se per noi cucinare significa al massimo fare il caffè con la macchinetta, forse potremmo fare a meno di cucine da 30 metri quadri. Ma se la preparazione di piatti prelibati è la nostra passione, magari vorremmo una cucina ben attrezzata e spaziosa.

Anche gli spazi a disposizione influiscono non poco sulle scelte da fare. Oggi si tende a preferire spazi ampi, eliminando la divisione tra cucina e living, in favore di uno spazio unico.

Vediamo ora di capire quali sono gli elementi indispensabili che una cucina dovrebbe contenere e quali quelli opzionali.

Elementi indispensabili in una cucina

Tutti gli elementi che vedremo di seguito sono disponibili in diverse misure. Dunque, la scelta è molto ampia e dipende soprattutto dalle nostre esigenze.

  • Il lavello. Indispensabile per lavare il cibo e gli attrezzi per cucinarlo. I modelli completi (2 vaschette + gocciolatoio) hanno una lunghezza di 90 cm, ma se preferiamo un modello più ridotto possiamo optare per soluzioni più essenziali.
  • Il piano cottura. Indipendentemente dall’alimentazione (gas, induzione, ecc.), i modelli standard da 4 fuochi occupano uno spazio orizzontale di 60 cm. Naturalmente, se le nostre esigenze sono particolari possiamo puntare su soluzioni più ridotte o, viceversa, più ampie.
  • La cappa aspirante. Per evitare che i vapori e gli odori si disperdano in altri ambienti è necessario installare una cappa, che può essere con canna fumaria o senza.
  • Il frigorifero. In cui conservare gli alimenti freschi.
  • Mobili. Anche in forma di pensili o a incasso sotto il piano di cottura. In cui riporre gli alimenti a lunga conservazione, stoviglie ed attrezzi da cucina.
  • Tavolo o piano di lavoro. Per la preparazione delle pietanze e il consumo delle stesse. Le dimensioni dipendono dalla reale necessità. Può essere infatti come il bancone un locale, oppure un tavolo tradizionale. Fermo restando che se lo spazio lo consente, si possono inserire entrambi.

Elementi opzionali in cucina

Sin qui abbiamo visto quali sono gli elementi di cui è impossibile fare a meno in una cucina. Vediamo ora quali sono quelli opzionali.

  • Lavastoviglie.
  • Piccoli elettrodomestici. Microonde, frullatore, macchina per caffè, tostapane, ecc..
  • Cantinetta vino.
  • Congelatore.

Gli impianti della cucina

La zona cottura deve prevedere anche gli allacci necessari per il funzionamento di tutti gli elementi.

  • Idrico. Per il lavello e la lavastoviglie, che prevede l’adduzione dell’acqua potabile, nonché lo scarico delle acque sporche.
  • Elettrico. Con delle prese a cui collegare gli elettrodomestici e la cappa di aspirazione, nonché un punto luce dedicato, oltre a quello principale.
  • Gas. La maggior parte dei piani cottura prevedono questo tipo di alimentazione, talvolta anche il forno.

Come è facile intuire, nella ristrutturazione della cucina, gli aspetti da valutare sono numerosi. Vediamo dunque, quali sono gli step da seguire in questo percorso.

Ristrutturazione della cucina: fasi

Vediamo ora di esaminare il tipo di lavori che vorremmo eseguire.

1. Individuare i lavori da eseguire per la ristrutturazione della cucina

I possono comprendere:

Lavori edili.

  • Per costruire od eliminare una parete divisoria.
  • Creare un’isola centrale.
  • Realizzare una cucina in muratura.
  • Demolire e rifare il rivestimento delle pareti e il pavimento.

Impianti.

  • Adeguamento alle norme vigenti.
  • Cambiare i punti di attacco, secondo la nuova disposizione degli elementi. Ad esempio, se si vuole creare un’isola al centro della stanza.

Arredi e elettrodomestici.

  • Sostituzione totale o parziale.

2. Contattare un progettista

Un tecnico abilitato può mettere su carta su carta le vostre richieste e consigliarvi la soluzione migliore.

In linea generale, sono 3 i punti chiave su cui si basa la ristrutturazione della cucina:

  • Richieste/necessità del cliente.
  • Fattibilità.
  • Budget.

Una volta stabiliti questi tre punti fondamentali, si può procedere con la stesura di un progetto, ed il relativo capitolato lavori, che verrà approvato dal cliente. In questa fase si scelgono anche i materiali da utilizzare: piastrelle, arredi, elettrodomestici.

Il progetto redatto da un tecnico è un documento ufficiale, che può essere utile a chi ristruttura per diversi motivi:

  • Richiedere autorizzazioni al Comune. Qualora fossero necessarie.
  • Richiedere dei preventivi.
  • Se vogliamo presentare la domanda per ottenere un mutuo per ristrutturazione dobbiamo allegare il progetto dei lavori.

Quando scegliamo un progettista per la ristrutturazione della cucina, dobbiamo valutare attentamente che sia quello giusto per noi. Un professionista non deve solo saper disegnare, ma anche consigliare le scelte più adatte alle necessità del cliente e in linea con i suoi gusti estetici. Se desideriamo una casa in stile shabby chic, non andremo di certo a scegliere un progettista esperto in stile industrial. Dunque, un metodo infallibile per la selezione è quello di valutare il suo portfolio lavori.

3. Contattare l’impresa esecutrice

In base al tipo di lavori da eseguire è opportuno contattare delle imprese che siano in grado di coprire tutti i lavori in progetto. Muratori, piastrellisti, elettricisti, idraulici, ecc.. Questo per evitare gli avvicendamenti che difficilmente è possibile organizzare tramite un cronoprogramma.

Il nostro consiglio è quello di inviare la richiesta di preventivo ad almeno 3 imprese diverse. In questo modo potrete scegliere l’offerta più completa, ma anche più vantaggiosa per voi.

4. Consegna lavori e rilascio certificazioni

Una volta terminati i lavori, l’impresa lascerà lo spazio agli arredatori, i quali si occuperanno di montare i mobili e gli elettrodomestici.

Inoltre, vi verranno rilasciate tutte le certificazioni riguardanti la messa a norma degli impianti.

Ristrutturazione della cucina, costi e tempi

I costi di una ristrutturazione dipendono dal tipo di lavori da eseguire e dalla scelta dei materiali. Può partire da qualche migliaio di euro, ma può arrivare ben oltre, soprattutto se scegliamo finiture di pregio.

Anche i tempi di ristrutturazione della cucina sono legati perlopiù al tipo di lavori da eseguire. Tuttavia, c’è da considerare che chi opera abitualmente nelle ristrutturazioni riesce a completare il lavoro a regola d’arte in tempi ragionevoli. Difficilmente ristrutturare un ambiente richiede più di un mese di lavoro. E’ più probabile che si concluda entro qualche settimana.

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